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Cotard delusion: credersi morti. L’origine della leggenda sugli zombies?

Gli zombies e l’idea di una apocalisse in cui la gran parte dell’umanità si trasforma in morti viventi hanno avuto un gran successo nell’immaginario popolare fin dal primo film dedicato al tema, “la notte dei morti viventi” di George Romero, dopo il quale la cinematografia e la letteratura hanno conosciuto un vero e proprio boom di popolarità che sembra non conoscere cali.

Ma qual’è l’idea alla base dell’immaginario sui morti viventi?

Esiste uno stato patologico che potrebbe giustificare aspetto ed azioni degli zombies così come vengono rappresentati?

Forse si.

L’illusione di cotard è una rara malattia mentale in cui la persona colpita si convince di non esistere, di essere già morta. In alcuni casi, le persone affette da questo stato patologico è convinta anche di essere in putrefazione. Incredibilmente, più della metà dei pazienti affetti dalla Cotard delusion è convinta di essere immortale.

Nel 1880, il neurologo Jules Cotard descrisse la condizione come Le délire des négations (“Il delirio della negazione”), sindrome psichiatrica di varia severità. Nei casi lievi possono presentarsi disperazione e autolesionismo, mentre, in casi particolarmente gravi, possono essere presenti la convinzione di essere morti e depressione psichiatrica cronica. Cotard descrisse il caso di Mademoiselle X, una donna che convinta che alcune parti del proprio corpo non esistessero e di non aver bisogno di mangiare. Questa donna era anche convinta di essere stata condannata alla dannazione eterna e pertanto di non poter morire di morte naturale. Mademoiselle X morì di fame.

L’illusione di Cotard non è menzionata né nel Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM), né nella decima edizione della classificazione statistica internazionale delle malattie e problemi relativi alla salute (ICD-10) dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Segni e sintomi

L’illusione della negazione è il sintomo centrale della sindrome di Cotard. Il paziente afflitto da questa malattia mentale normalmente nega la sua esistenza o l’esistenza di una certa parte del corpo. La sindrome di Cotard si presenta in tre fasi: (1) fase di germinazione: i sintomi della depressione psicotica e dell’ipocondria appaiono; (2) fase di fioritura: lo sviluppo completo della sindrome e l’esordio delle negazioni; (3) le negazioni diventano croniche, compaiono gravi deliri e la depressione psichiatrica.

I pazienti affetti da sindrome di Cotard finiscono per isolarsi e per essere evitati dalle persone a causa della negligenza nella loro igiene personale e nella salute fisica. L’illusione della negazione di sé impedisce al paziente di avere il senso della realtà esterna, che poi produce una visione distorta del mondo esterno. Tale illusione di negazione si trova solitamente nel paziente psicotico che presenta anche schizofrenia. Sebbene una diagnosi della sindrome di Cotard non richieda che il paziente abbia avuto allucinazioni, le forti delusioni di negazione sono paragonabili a quelle che si trovano nei pazienti schizofrenici.

Distorsione della realtà

L’articolo Case Studies of Cotard Delusion (1996) descrive un caso contemporaneo di delusione di Cotard, avvenuto in uno scozzese il cui cervello era rimasto danneggiato in un incidente motociclistico:

I sintomi del paziente si sono verificati in un contesto di sentimenti più generali di irrealtà e la sensazione di essere morto. Nel gennaio 1990, dopo la sua dimissione dall’ospedale di Edimburgo, sua madre lo portò in Sudafrica. L’uomo si era convinto di essere stato portato all’inferno (idea confermata dal caldo di quella regione) dopo essere morto di setticemia (che era stato un rischio all’inizio del suo recupero). Pensava di aver “preso in prestito lo spirito di sua madre per mostrargli l’inferno” mentre dormiva in Scozia.

L’articolo Depressione postutale ricorrente con Cotard Delusion (2005) descrive il caso di un ragazzo epilettico di quattordici anni, la cui percezione di realtà distorta derivava dalla sindrome di Cotard. La sua salute mentale era minata da continue idee sulla morte, accessi di tristezza trionfale, diminuzione dell’attività fisica, isolamento e disturbo delle funzioni biologiche. Circa due volte all’anno, il ragazzo presentava attacchi di sindrome di Cotard della durata variabile da tre settimane a tre mesi. Durante questi attacchi, il ragazzo affermava che tutti erano morti e che vedeva anche gli alberi disseccati e morti, descriveva sé stesso come un corpo morto e avvertiva che il mondo sarebbe stato distrutto in poche ore. Durante gli attacchi, il ragazzo non mostrava alcuna risposta a stimoli piacevoli e non manifestava alcun interesse per le attività sociali.

La sindrome di Cotard si incontra solitamente nelle persone affette da una psicosi (per esempio schizofrenia, malattie neurologiche, malattie mentali, depressione clinica, derealizzazione, tumore del cervello e mal di testa emicranico. La letteratura medica indica che il verificarsi dell’illusione di Cotard è associato a lesioni nel lobo parietale. Come tale, il paziente affetto da delusione di Cotard presenta una maggiore incidenza di atrofia cerebrale, specialmente del lobo frontale mediano, rispetto ai gruppi di controllo.

L’illusione del Cotard può anche derivare da una risposta fisiologica avversa ad un farmaco (ad esempio, aciclovir) e al suo precursore prodrug (ad esempio, valaciclovir). Il verificarsi di sintomi di delusione di Cotard è stato associato ad un’alta concentrazione nel siero di 9-Carboxymethoxymethylguanine (CMMG).

Insomma, una malattia particolare con risvolti particolari che potrebbe essere in qualche modo collegata alla nascita delle leggende sugli Zombies. I pazienti affetti da questa malattia tendono a non curarsi di sé, del proprio corpo e del proprio aspetto. Attraversano periodi durante i quali praticamente non mangiano se non obbligati e questo potrebbe giustificare il collegamento all’immagine classica dello zombie: smunto, puzzolente, sporco, spesso addirittura con aspetto putrescente. L’idea dello zombie affamato di carne potrebbe essere collegato a periodi di remissione della malattia durante i quali potrebbe sopraggiungere una fame incontrollabile dopo i lunghi periodi di digiuno indotti della fase acuta della patologia.

Fonte: wikipedia

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